Tiroide


Che cosa è la Tiroide ?
La tiroide è una ghiandola endocrina, essa produce gli ormoni necessari a regolare le funzioni fisiologiche de
l corpo umano. L’ormone tiroideo regola il metabolismo del corpo. Le  altre ghiandole endocrine sono: il pancreas, l'ipofisi, le paratiroidi, i testicoli e le ovaie.
La tiroide è posta nella più parte più bass
a del collo, sotto la laringe 
e appena sopra le clavicole. La sua forma è simile ad una" farfalla" con  due lobi, fra loro uniti da un istmo. Una tiroide "sana" normalmente non è visibile nè percepibile alla palpazione.


Quando una tiroide è anormale?
Le malattie della tiroide sono molto frequenti.
E’ stimato che in Italia una persona su dieci soffra nel corso della vita di una malattia della tiroide.
Le più comuni consistono in una iper –ipo funzione: nel caso di aumento della produzione di ormoni si avrà il quadro dell’ipertiroidismo (o malattia di Basedow o Graves ) viceversa nella riduzione ormonale quello dell’ipotiroidismo.
Una tiroide ingrandita configura il quadro del “gozzo”
Anche una infiammazione della ghiandola tiroide (tiroidite)  può determinare un ingrandimento della stessa.
I pazienti possono sviluppare noduli che possono insorgere in modo graduale o rapido.
I pazienti che sono stati sottoposti a terapie radianti della testa e del collo nell’infanzia o nell’adolescenza sono più soggetti allo sviluppo della patologia maligna della tiroide.
Tutti i noduli della tiroide richiedono una valutazione dal medico specialista.

Come si effettua la diagnosi?
La diagnosi di una massa tiroidea è fatta raccogliendo la storia clinica ed esaminando il collo. Estendendo il collo si rende la ghiandola tiroide più prominente; la deglutizione aiuta a distinguere una massa tiroidea da altri noduli o tumefazioni nel collo.
Gli esami da prescrivere includono:
  1. Un’ecografia  della tiroide.
  2. Un ago aspirato.
  3. Esami ematici della funzione tiroidea
  4. Una eventuale  TC del collo.

L'ago aspirato
Dopo aver diagnosticato un nodulo tiroideo è opportuno eseguire un’agoaspirato del nodulo. Questa è una procedura sicura, relativamente indolore.
Un ago sottile è inserito nel nodulo tiroideo, vengono aspirati campioni di tessuto. Sono necessari alcuni passaggi con l’ago. Si può avere  un po’ di dolore ma rare sono le complicanze della procedura. Se hai tendenza  a sanguinare eccessivamente questa procedura può non essere appropriata. Questo test fornisce al medico molte informazioni sulla natura del ” nodulo”.
I risultati sono letti da un medico detto citopatologo. Questo risultato aiuterà il medico a decidere circa il trattamento più adeguato per questa massa tiroidea

CLASSIFICAZIONE CITOLOGICA
(Consensus Citologico Gruppo di Lavoro SIAPEC-IAP 2007)
TIR. 1 Inadeguato (non diagnostico)
TIR. 2 Negativo per cellule maligne (Benigno)
TIR. 3 Indeterminato (Proliferazione Follicolare)
TIR. 4 Sospetto di Malignità
TIR. 5 Diagnostico di Malignità

Trattamento del “nodulo” tiroideo
Una volta che la diagnosi è stata fatta, un piano di trattamento sarà proposto in base ai risultati degli esami. Molti “noduli” tiroidei sono benigni. Essi possono essere trattati con terapia farmacologica tiroidea conosciuta come terapia “soppressiva”. Lo scopo di questo trattamento è di vedere se il “nodulo” si ridurrà nel tempo durante la terapia. Il periodo di tempo usuale per qualche risultato è da tre a sei mesi. Un nuovo agoaspirato può essere richiesto durante questo periodo di tempo.
Se il “nodulo” continua a crescere nonostante la terapia è consigliabile l’asportazione.
Se un’agoaspirato è sospetto o suggestivo per cancro è richiesto l’intervento chirurgico.


Che cosa è la chirurgia tiroidea?
La chirurgia tiroidea è rappresentata  da un 'intervento per rimuovere una parte o tutta la ghiandola tiroide.
E' effettuata in ospedale, ed è richiesta l’anestesia generale. Normalmente l'operazione rimuove il lobo tiroideo che contiene il “nodulo” e possibilmente l’istmo. Un esame estemporaneo intraoperatorio (una lettura patologica immediata) può essere usata per decidere se il resto della tiroide andrà rimosso. In base ai risultati di tale esame, infatti  il chirurgo può decidere se fermarsi e non rimuovere altro tessuto tiroideo, o precedere a rimuove l’intera tiroide. Queste opzioni saranno comunque discusse con il chirurgo prima dell’operazione.
Dopo l’operazione solitamente viene applicato un  drenaggio (un sottile tubicino di plastica),  che  previene eventuali ristagni di liquidi nella ferita. Questo verrà rimosso quando l'accumulo dei liquidi è minimo.
La maggior parte dei pazienti viene dimessa da due a tre giorni dopo l'intervento. Le complicazioni dopo chirurgia tiroidea  sono rare. Comprendono il sanguinamento, l’abbassamento temporaneo della voce, modesta  difficoltà a deglutire, perdita di sensibilità della pelle nella zona del collo, abbassamento del valore del calcio nel sangue. La maggior parte delle complicazioni si esauriscono in poche settimane. I pazienti che subiscono la rimozione totale della tiroide hanno un alto rischio di ipocalcemia.
I pazienti che hanno subito la asportazione parziale o totale della tiroide hanno necessità di trattamento farmacologico per rimpiazzare gli ormoni tiroidei dopo l’intervento.
In caso di tumore maligno è di solito necessario asportare tutta la tiroide e sottoporsi alla radioterapia metabolica con lo Iodio radioattivo. La maggior parte dei tumori tiroidei comunque hanno una altissima possibilità di guarigione.
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